julie&juliaAl termine della visione di Julie & Julia, ultimo film di Nora Ephron (Vita da Strega, C’è post@ per te) il primo commento a caldo è che “non tutte le ciambelle riescono col buco”.

Il film si snoda attraverso due storie parallele ma distanti nel tempo: da una parte il racconto biografico del successo della cuoca, dall’arrivo a Parigi alla pubblicazione del libro di cucina in USA; dall’altra la storia di Julie, ragazza di periferia in crisi esistenziale, che a distanza di anni legge il libro e decide di preparare ogni giorno una delle oltre 300 ricette della Child e di raccontare l’intero progetto aprendo un blog dedicato, trovando nella cucina un’efficace terapia di riabilitazione sociale. Entrambe le protagoniste sono accompagnate dai rispettivi mariti: Stanley Tucci è un funzionario dell’ambasciata americana, Chris Messina è il giovane compagno di Julia.

Le due “Julie” sono ben interpretate da un mostro sacro del cinema (Meryl Streep) e da una brava Amy Adams; la storia in sé promette bene: un salto nel passato in Francia, tante ricette, disavventure ai fornelli. Lo spettatore entra in sala con la voglia di gustare un certo tipo di sapore.

Ma la sceneggiatura non funziona, nel senso che è l’architettura stessa del film a non renderlo credibile, colpa da un lato dall’ellissi temporale non molto precisata che separa le due co-protagoniste, dall’altro dalla storia della Julie newyorkese, che vacilla non poco per colpa di una scarsa caratterizzazione del personaggio, che appare (senza giustificazioni evidenti) eccessivamente emotivo e devoto al mostro sacro dei fornelli. Non risulta poi calzante il pur bravo Stanley Tucci, nel ruolo del marito della Child, che appare troppo freddo e distaccato e non si integra a dovere nella pellicola. Allo stesso modo risultano assenti o poco caratterizzati anche i personaggi secondari, che precludono ulteriormente una contestualizzazione credibile dell’intera vicenda.

I problemi di sceneggiatura, costanti per tutta la durata del film e coperti parzialmente dalla forza interpretativa della Streep, emergono soprattutto nel finale, dove non è chiaro se ci si possa aspettare un incontro tra le co-protagoniste e ci si chiede a cosa sia servita a quel punto tutta la storia di Julie e del suo rapporto mal narrato con la cucina ed il marito.

Con gli ingredienti a disposizione, si poteva decisamente fare di meglio.

bibicinema_icon_iphoneGiudizio: 2,5/5

Andrea

viaggio al centro della terra 3dPrendete un Brendan Fraser un po’ in sovrappeso, aggiungetegli un pargoletto insofferente al seguito e la bella di turno, spalmateci sopra un’avventura divertente, un mucchio di effetti visivi e la terza dimensione….e il gioco è fatto! Il film, diretto da Eric Brevig (alla sua prima volta dietro la macchina da presa, dopo una carriera da academy come supervisore agli effetti speciali), racconta del viaggio nel cuore del pianeta compiuto da un professore universitario (Fraser), appassionato di Jules Verne.

La trama è completamente codificata e prevedibile (assente qualsiasi colpo di scena) ma allo stesso tempo ricca di situazioni visivamente appaganti che rendono il film (visto in 3D) comunque godibile. Ma la trama, in questo caso, passa in secondo piano. Viaggio al Centro della Terra in 3D è un film confezionato in modo intelligente per diversi motivi: innanzitutto sia la sceneggiatura che la regia sono state concepite appositamente per il nuovo mezzo (si sprecano scene ad-hoc in cui si esalta la tridimensionalità: acqua verso il pubblico, carrellate, corse nella miniera, strapiombi); secondariamente è un prodotto che assottiglia il confine tra il cinema e il videogame, offrendo spunti cross-mediali notevoli che ampliano la narratività lineare del video (nella miniera, si ha l’impressione di essere immersi in un grande videogioco, stessa cosa accade nell’inseguimento con il t-rex); terzo ma non ultimo punto, il film è una straordinaria palestra visiva, una sorta di primo dizionario e alpha-test per le nuove possibilità narrative del cinema 3D.

Lo spettacolo a cui si assiste è molto particolare e meriterebbe studi sociologici approfonditi:  indossando gli occhialini si saggiano le potenzialità della nuova tecnologia, ma contemporaneamente si fa un salto indietro verso le origini del cinema stesso, dove in un contesto circense e fieristico i nuovi effetti speciali lasciavano a bocca aperta lo spettatore; il gusto di questo film rimanda, e non poco, al Voyage dans la Lune di Meliès: un viaggio così lontano ma non così diverso, verso il cinema che verrà.

bibicinema_icon_iphoneGiudizio: 3/5

Andrea

transformers2Giugno 2009, tempo di robots, ritornano i Transformers. Il secondo capitolo inizia più o meno dove avevamo lasciato il primo: i Decepticon non sono stati completamente annientati e si stanno riorganizzando, gli Autobot sono tranquilli ma non troppo (il governo comincia a non fidarsi completamente) e il confuso Sam Witwicky trova pezzi di cubo dentro casa, mentre la sua ragazza, Mickaela, è sdraiata su una moto in modo sconfinatamente sexy. Inizia così “Transformers 2: la vendetta del caduto”, penultimo blockbuster estivo (Harry Potter arriva il 15 Luglio). Vediamolo in dettaglio… Continue Reading »

radio rockNegli anni 60 l’unica radio a trasmettere rock in tutto il regno unito era la BBC, ma trasmetteva solo pochi minuti al giorno: tutto il resto erano notizie. Ma inspiegabilmente c’erano milioni di cittadini che ballavano la musica trasmessa dalla radio, giorno e notte. Merito delle radio pirata, che diffondevano 24 ore su 24 la nuova musica che faceva impazzire le folle: il film parla della musica di Radio Rock, stazione cult che trasmette illegalmente da una vecchia nave ancorata nel Mare del Nord… Continue Reading »

notte da leoniAddio al celibato: alla vigilia del suo matrimonio, Doug parte con suo cognato (mentalmente instabile) e due amici (un dentista sottomesso dalla moglie e un professore scatenato) alla volta di Las Vegas. La macchina con cui vanno nella capitale dell’intrattenimento è una vecchia Mercedes del padre di lei, un pezzo da collezione tirato a lucido che solo Doug è autorizzato a guidare. Dopo una notte di festeggiamenti di cui nessuno ricorda nulla, la scena si sposta nella suite dell’hotel Caesar’s Palace: Doug è sparito, c’è una tigre nel bagno, un bambino nell’armadio, poltrone semi-bruciacchiate e pile di bottiglie e lattine. Che cosa è successo? La storia si snoda proprio attraverso la ricostruzione delle varie fasi della serata, mentre i tre si sforzano di capire dove può essere finito il futuro marito: mancano poche ore al matrimonio.

Una notte da leoni è una spassosissima commedia on-the-road. Il regista Todd Phillips (Starsky & Hutch) si avvale di tre attori davvero bravi e semisconosciuti (Bradley Cooper, Ed Helms e Zach Galifianakis) e, complice una sceneggiatura che sta assurdamente in piedi, cosrtuisce il classico film da blockbuster night, che garantisce due ore di risate e gag non scontate. Il susseguirsi degli eventi è tutt’altro che scontato e i tre personaggi vanno alla ricerca dell’amico seguendo un percorso che nemmeno loro conoscono, il che contribuisce a rendere avvincente l’avventura. Alan (Zach Galifianakis) è il perno divertente di tutta la vicenda che non cala mai di tono.

Consigliato per una serata divertente con gli amici. Si ride, e parecchio, mai forzatamente.

bibicinema_icon_iphoneGiudizio: 4/5  consigliato!

Andrea

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Andrea e Francesca

coralineIn attesa dell’uscita di Coraline, prevista per il 19 Giugno, ecco un paio di making of e interviste. Ricordiamo che il film è il primo del suo genere ad essere girato in stop motion e ripreso in 3D. Ricordo che il regista è Henry Selick, lo stesso di The Nightmare Before Christmas (il film era co-diretto da Tim Burton)…Coraline è tratto dall’omonimo romanzo di Neil Gaiman. A breve ulteriori anticipazioni prima dell’uscita, intanto gustatevi i video!!!

Andrea

transformers2Ancora promozione per il film blockbuster dell’anno, con questi due spot tv davvero spettacolari che mettono in luce lo sforzo della produzione in termini di effetti visivi…davvero strabiliante…–> Continue Reading »

Sherlock Holmes riappare in una veste decisamente nuova. Guy Ritchie dirige Robert Downey Jr. (Sherlock Holmes), Jude Law (Watson) e la frizzante Rachel McAdams (donna sconosciuta che va in giro in giarrettiere e ammanetta Holmes a un letto) in quel che pare un action movie, più che una vicenda dove investigazione e good manners inglesi hanno il sopravvento. Il personaggio stesso di Holmes, che più o meno tutti siamo abituati a immaginare con pipa, lente d’ingrandimento e cappotto con la mantellina, viene presentato come un’uomo d’azione, sul donnaiolo andante e abbastanza impervio all’igiene. Poco spazio a tediosi enigmi, ironia e azione… funzionerà?
Nell’attesa di saperne di più (il film uscirà a Natale), ecco il trailer:

Francesca

Grindhouse era un’ottima idea… prima che in Italia decidessero di distribuirlo in modo idiota. Nonostante le innumerevoli difficoltà (incontrate anche nella scarnissima versione DVD), sia Death Proof  di Tarantino che Planet Terror di Rodriguez sono delle mini-gemme… anche se devo riconoscere che la cosa più divertente sono proprio i deliranti trailer che fanno da intermezzo alla double feature. E’ quindi con saltellante allegria che ho accolto la notizia di uno script per Machete. Danny Trejo vestirà nuovamente i panni del temibile messicano e sarà ovviamente diretto da Rodriguez, nello stile iper violento e sbeffeggiante che abbiamo già gustato nel trailer. Per chi non se lo ricordasse, ecco come Machete appariva in Grindhouse.

Francesca

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    24. Economics for Arts, Culture, Media & Entertainment - Bocconi.
    <3s: minipony, superheroes, Chuck Palahniuk, drawing, baby seals, Quentin Tarantino, eee pc, sci, pizza, Tim Burton.

    MISTERDJ85
    Andrea Paraboschi
    23. Cinema & Media Engineering - Politecnico di Torino
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